Via della Cretina

Pubblicato il 2 Dicembre 2013

Mi è capitato di passare di recente da una delle mie vie preferite: Via Battistotti Sassi.

Non è una via particolarmente bella, mi piace solo per come suona il nome. BBattisttotti Ssasssi. Ti riempie la bocca. Non è l’unico caso di toponomastica che mi piace. Ci sono anche Lazzaro Papi, Pessano con Bornago, Rosolino Pilo.. (Si forse mi piacciono semplicemente i nomi doppi, d’ora in poi chiamatemi Cretina con Cretino). Suonano bene, comunque.

Dove abiti? In Battistotti Sassi.

Parentesi: a Milano è tutto IN-qualcosa. Abito IN Corvetto, ci vediamo IN Duomo, rimane (altro termine sentito solo qui, per i non-milanesi significa "si trova") IN Vetra. Deduco perciò che la frase corretta sia: IN Milano è tutto IN-qualcosa.. Ma vabe’.

Tornando a noi, incuriosita da una via con un ‘sì bel nome, mi sono spinta a guardare meglio a chi appartenesse. Con la super vista necessaria a leggere il carattere Times New Roman 0.6 con cui sono scolpiti i nomi sulle targhe a Milano, scopro che: Battistotti Sassi, patriota, era in realtà la Luisa Battistotti Sassi. Luisa! Che sorpresa!

Nello stesso momento ho realizzato che il mio stupore non era dato tanto dal fatto che LuisaBattistottiSassi non suoni altrettanto bene, bensì dall’inatteso nome femminile.

In effetti quanti nomi di vie dedicati a donne conoscete?A me non ne viene in mente nessuno  Luisa B.S. a parte, ma ormai non vale. E vicolo delle lavandaie neppure. La Luisa quindi mi diventa patriota in vita e icona femminista in morte. Tra l’altro, ho scoperto che la Luisa era una gran figa. Non fisicamente, quello proprio no. Ma era una con le palle. Anzi no, con le ovaie. Combattente durante le 5 giornate di Milano, scendeva in strada a fare le barricate vestita da uomo (io conosco un sacco di uomini che fanno le baracconate vestiti da donna, ma questa è un’altra storia); una che uscita di casa con intenzioni bellicose (così dicono le cronache del tempo) si trovava davanti un gruppo di austriaci e con agile mossa li affrontava e sottraeva loro le pistole (alcuni dicono che cercasse una fetta di Sachertorte); una che si è conquistata gli onori riservati alle autorità, unica insieme al calzolaio Sottocorno a sedere in prima fila  durante il Te Deum celebrato in Duomo dopo la cacciata degli austriaci. Che cultura che vi snocciolo eh? (grazie wikipedia).

Certo, notate bene che la via non si chiama solo via Luisa Battistotti. Eh no, Battistotti-Sassi! Come dire, Battistotti in Sassi (nel senso di sposata col Sassi, non di stato a luogo milanese). Sia mai che non si butti dentro anche un uomo. Ma va bene, su questo posso sorvolare, capisco che ai tempi della targa (quali? boh..quei tempi lì) si usasse portare il cognome del marito. Voglio però protestare davanti a questo vuoto cosmico di vie femminili. Perché la via della Luisa non è abbastanza! Perché così poche donne hanno vie intitolate? O se le hanno intitolate è solo perché facevano gli uomini e solo col cognome del marito! Basta! Ingiustizia! Machismo! Mi riscopro femminista agguerrita. Voglio le vie rosa! Voglio non stupirmi davanti alla targa di una Luisa. Sapete che faccio? Ora mi scrivo sulle tette "Stop Male Streets" (oggidì si usa fare così), mi metto in mano a mo’ di scudo un divieto di sosta e vado davanti al comune. Ci si vede là. Ops, volevo dire IN là.

Cretina

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Scritto da Cretina

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