Coppia o cappio

Pubblicato il 13 Dicembre 2013

Cretina mi scrive un messaggio: “Ho scritto un post sul tema uomo e donna, se vuoi dire la tua..”.

Rispondo: “Ok, dopo leggo! Ma lo hai scritto solo dal punto di vista femminile?”.

Cretina: “In realtà non ho scritto da nessun punto di vista, mi sono persa via”.

Lucida, come sempre. Comunque meglio così, sia mai che qualcuno qui dentro si aspetti dei contenuti prima o poi.

Sui rapporti di coppia, arrivato alla soglia dei quarantanni, ho capito solo una cosa: è un cazzo di casino.

MDM (la mia dolce metà) si lamenta in continuazione del mio essere emotivamente patata, del mio essere affettuosamente stitico. Vorrebbe che io recitassi sonetti e scrivessi poesie, invece canto Fabri Fibra sotto la doccia e scrivo cazzate su un blog. Ho dei limiti, lo so, ma sto cercando di evolvere. Come un Pokemon.

Proprio l'altro giorno ho sussurrato parole d'amore al suo orecchio, con un rutto su tre tonalità. Una roba da professionisti. Non solo non ha gradito ma mi ha guardato come se avessi sterminato a mani nude dei cuccioli di foca. Poi ha maledetto il giorno in cui ha accettato di uscire con me, lanciandomi anatemi. Uno si impegna e questo è il risultato. Focalizzati sul concetto espresso piuttosto che sulla modalità! Le acque si calmano, ci mettiamo a tavola, mi serve il minestrone e mi chiede: “Ma tu mi vuoi bene?”. Vi rendete conto? Mesi di frequentazione, intere giornate passate a parlare e a confidarsi, e mi prepara il minestrone?!? Mi fa schifo il minestrone! L'avrò ripetuto mille volte! Non mi scolta mai.

Le difficoltà vere o presunte in un rapporto di coppia sono dovute principalmente alla mancanza di comunicazione, o nel mio caso, alla mancanza del giusto mix tra prozac e ansiolitici. Ci vuole impegno, ci vuole dedizione, ci vuole alcol per mandare avanti una relazione.

Bisogna anche rendere la vita sessuale eccitante e scoppiettante, ma a volte senza volerlo ci si lascia andare. Avevo necessità di un pigiama, ne adocchio uno bello e discreto a righine azzurre, e poi ne ho comprato uno con un orso che fuma il sigaro. Indossandolo entro immediatamente nelle categoria inchiavabili, anzi probabilmente il solo possedere un pigiama così mi fa rientrare di diritto nella categoria di cui sopra. Quando navighi in acque calme e placide, si abbandonano i boxer attillati nuovi e si indossano le mutande comode, quelle che hanno un buco ma non le butti via perché l'elastico si è lasciato andare e sono dannatamente confortevoli. Tanti saluti alla nudità e benvenuto orso con il sigaro.

Minestrone, mutande, pigiama, rutti.. tutto questo è il mirabolante mondo dell'amore. Amore che fa rima con batticuore, candore e ardore ma anche con bevitore, liquore e distillatore.

E questa vale come poesia, sia chiaro.

Scritto da Cretino

Con tag #Cretino

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