Nel mezzo del cammin di nostra vita..

Pubblicato il 20 Dicembre 2013

Arrivata al traguardo di 35 anni (per niente scontato), è giusto tirare le somme della propria vita. Del resto sono una signora di mezza età.

Quindi, in questo primo capitolo delle “somme della mia vita- parte prima” (tranquilli saranno al massimo massimo 3 parti, ognuna di 30-40 capitoli.. insomma in otto o nove anni abbiamo finito), farò una valutazione delle persone della mia vita giovanile.

Ho una mamma molto presente, molto apprensiva, molto in gamba. Tutti indizi che puntano al disturbo dell’alimentazione. Infatti, quando vivevo coi miei c’era sempre qualcuno che telefonava a mia mamma all’ora di cena. Mia mamma è la persona da chiamare per qualsiasi problema, dal bon ton, alle questioni burocratiche. Naturalmente, ormai sono cresciuta e sono indipendente. Il fatto che porti a casa dei miei le tovaglie da smacchiare è solo per non farli sentire inutili. Mia mamma parla con tutti e conosce tutti. E riparla. E riparla. E come disse una volta la figlia di una sua amica, anche lei di favella sciolta: “e mica parlano di cazzate eh..”. Mia mamma è infatti anche tuttologa e se mai leggerà queste cose mi chiamerà. E mi dirà che ci sono degli errori di sintassi. Ma tanto io mica imparo.

Ho un papà che è uguale a me, con lo stesso ottimo carattere, la stessa facilità a esprimere i sentimenti, lo stesso piacere al dialogo. Una telefonata tipo con mio papà è così: “ciao papetto, come si fa l’arrosto? Grazie caro, ciao.” durata 1,4 minuti. Ma dietro a quelle ricette c’è un mondo. Ci capiamo al volo io e mio papà e lo sappiamo solo io e lui. Mio papà è un ingegnere mancato, nel senso che avrebbe tutte le doti per esserlo. Mio papà è ache uno chef mancato e pure un professore mancato. Anche in questo è come me. Io sono una psicologa mancata. Io sono una rockstar mancata. Io sono una magra mancata. Ma noi ce ne freghiamo di quello che avremmo potuto fare, a noi basta che nessuno ci rompa le palle. Ci siamo capiti.

Ho una sorella dello scorpione (dettaglio indicativo) che mi ha praticamente cresciuta, che mi ha insegnato le parolacce e a scrivere, che giocava sempre con me e mi permetteva di mettere a posto tutto quando si era stufata, che faceva per me dei balletti che spontaneamente guardavo legata alla sedia, che aveva la barbie ricca e bella che era così buona da assumere la mia barbie povera e incapace, che mi ha trovato lavoro e che mi ha sfamata dai 17 ai 30 anni. Anche mia sorella è un importante punto di riferimento in caso di problemi, ma per sicurezza vuole un fondo spese. Mia sorella incute timore a tutti. In realtà è buona. Ma io non la farei incazzare, fossi in voi. Mia sorella si fa in quattro per tutti e questo è lodevole, perché di base odia tutti. E di base ha quasi sempre ragione. Io e mia sorella amiamo fare a gara di storie lacrimevoli. Una volta le ho regalato uno di quegli elefantini con la proboscide in su. Le ho detto:” va messo che guarda la finestra”. “Perché porta fortuna?” mi chiese. “no. Perché è malato e non può uscire”. Lì ho vinto io.

Ho anche un cognato, che vede la vita rosa. Non perché sia affetto da qualche disturbo di genere, ma perché è un ottimista di natura e nulla lo scompone. All’oculista che gli diceva che uno degli occhi operati aveva comunque perso diotrie, lui ha risposto: “ottimo! Quindi l’altro è perfetto!”. E’ la persona ideale per risollevare il morale. Una volta, quando ero molto triste, per distrarmi mi ha portata al cinema. Purtroppo era una di quelle sale da acculturati milanesi, che dormono appena si spengono le luci ma poi escono e dicono che il film era di altissimo livello e non li fanno più film così e l’occhio della madre e gli stivali dei soldati. Mi ha fatto vedere un film turco di 42 ore. Volevo morire, ma almeno non per i miei problemi. Il cinema di pomeriggio però è qualcosa di meravigliosamente rilassante. E solo con lui potevo andarci.

Ho una nipotina bellissima, intelligentissima e buonissima. Una di queste tre cose è falsa, ma si sa: i nipoti son piezz’ e core. Mia nipote non assomiglia a nessuno di noi e ci guarda sempre con sospetto. Credo che sia stata mandata da qualche altro pianeta per studiare quanto gli umani possono reggere la privazione di sonno. A occhio e croce i suoi genitori sono quasi a fine test. Mia nipotina è dolcissima e l’altro giorno mi ha fatto gli auguri. Il fatto che dicesse nonna (GNOGNA) invece di zia (GIA) è un dettaglio insignificante. La mia nipotina non sta mai ferma, non sta mai zitta e non smette mai di chiedere il cibo e questo mi fa riconsiderare il fatto che probabilmente è proprio parente nostra.

Senza la mia famiglia sarei persa. E allora l’ho allargata, per sicurezza.

Ho tre amiche storiche che son praticamente delle sorelle. Quando si dice che i parenti non te li puoi scegliere.. ecco, io loro le ho scelte. Continuo a chiedermi perché, ma ormai... Le mie amiche storiche mi hanno plasmata negli anni e mi hanno resa come sono. Per questo hanno già diverse denunce penali a carico, ma sono certa che non l’abbiano fatto apposta. Le mie amiche storiche non posso ridurle a poche righe, parlerò dei fatti loro in un’altra occasione, alla sezione “gossip” del blog.

Ho anche altre amiche storiche che sono almeno cugine di primo grado. Sulla scelta dei parenti si veda quello che ho scritto sopra. Noi siamo la prova che l’amicizia tra donne esiste ed è speciale. Noi siamo la prova che le donne possono fare tutto quello che vogliono. Noi siamo la prova che tempo e distanza non intaccano i rapporti veri. Noi siamo la prova che l’etilometro è tarato male.

Queste le persone che sono con me fin dagli albori. Da quando vivevo nel nord est che tira. Vabe’ mia nipote no, ma i suoi geni si. Sono le persone senza le quali non esisterei. prendetevela con loro perciò.

E quindi: bilancio della parte 1 di 253748 “somme della vita”: fortunatissimo.

La parte 2 a breve. Restate collegati. E pensate a cosa non subirete quando ne farò 40 di anni!

Cretina

Scritto da Cretina

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