un'opinione sulle opinioni

Pubblicato il 6 Dicembre 2013

Era in programma un post faceto. Invece dannazione mi urge di blaterare un po’ seriamente e tanto per cambiare polemizzare.

L'altra sera, ho vinto l’ambito premio “baby sitter”, che mi permette di stare a casa con mia nipote unannoemezzenne, mentre dorme felice e quidni innocua, guadagnandoci un pasto caldo ben preparato dalla sorella. Non avendo molti svaghi, a parte forse i giochini luminosi musicali sbavati e il trenino di legno dotato di pericolosissimi spunzoni di legno per infilare dei cubotti di legno (pericolosissimi, sorella, possibile che non l’hai mai notato?), ho fatto un po’ di zapping televisivo. Non guardo quasi più la tv, perché non c’è nulla di così interessante da superare ciò che puoi trovare in uno smartphone, tuttavia ieri sono rimasta ipnotizzata da un programma con Albano. Non chiudete qui, ora vi spiego. Tralasciando il fatto che tale programma fosse sul canale numero uno della tv e che quindi forse sia stata la mia pigrizia digitale ad avermi fatto fermare su quello (lo zapping è faticosissimo), sono rimasta incollata a guardare le immagini dei profughi siriani in Giordania e di Albano e le figlie che affiancavano un’organizzazione delle nazioni unite per i rifugiati e una ONG di cui non ricordo il nome, se non che finisce con sos. L'ho visto TUTTO. Spesso, se mi ci imbatto, mi fermo a guardare programmi che parlano di miserie umane. Non per il classico voyerismo, ma per il motivo opposto. Odiando io i buonisti, i solidarizzanti (di questo parlerò presto), quelli che piangono per il bambino africano ma che prendono a calci in culo il figlio del vicino di casa, tendo a non farmi coinvolgere dai classici temi pacifisti. A volte però mi metto alla prova. Leggo, guardo, ascolto storie di guerre, povertà e fughe e cerco di trovare in me un po’ di carità cristiana. Provo a rispiegarmi: devo confessare con non poca vergogna che il barcone che arriva ricolmo di immigrati (che non si sa perchè ora si chiamano migranti) mi fa effetto 6, mentre il treno dei pendolari che deraglia, dove più realisticamente potrebbe trovarsi chi mi è vicino o io stessa, mi fa effetto 8. Tutto ciò mi fa sentire una bruttissima persona e mi indispone. Mi si genera proprio un conflitto interiore, tra quello che penso e quello che vorrei o dovrei pensare, così cerco di scavare nelle motivazioni della mia freddezza verso tragedie “lontane” e mi sforzo di farmi toccare al livello 8 anche da quelle (la frase “farmi toccare al livello 8” l’ho messa naturalmente per attirare un pubblico di pervertiti e alzare la portata del blog). Allo stesso tempo però mi rifiuto farmi turbare dai facili piagnistei, perché mi irritano. Una forma di schizofrenia emotiva insomma. In questo stato d’animo conflittuale e confuso mi sono messa a guardare il suddetto programma. E niente, contro ogni mio desiderio di durezza e insensibilità, mi sono trovata a frignare. Frignare per davvero. Tra l’altro da quando provo le gioie della zietà (come la maternità, ma per le zie) sono ipersensibile verso i nani e vedere i bambini e le loro famiglie che dalla dignità, in un paese pieno di storia, cultura e bellezze, sono passati all’assenza di dignità umana, senza più un tetto, senza la vita, mi ha spezzata.

Questo pistolotto comunque non è per dire che dobbiamo pensare alla Siria (anche questo, sì e ci penserò molto, volente o nolente), ma è per introdurre una polemica (come amo polemizzare). Il giorno seguente, sul corriere.it, in mezzo alle classiche notizie che mi attirano tipo “treno per Potenza finisce a Berna” (notizia vera di qualche anno fa), trovo una lettera di Candida non-so-come (una giornalista, forse nota ai più, non a me che son gnurant) che spiega perché abbia partecipato alla trasmissione suddetta, nonostante tutte le polemiche nate ancor prima che andasse in onda. Si, perché pare che nel momento in cui si è vociferato della possibilità di trasmetterla, la gente sia insorta. Rispiego il format: personaggi noti, anche un po' trash, che affiancano i volontari nei campi profughi, in giro per il mondo. E la gente: Eh no! Spettacolarizzazione! Eh no, è come l’isola dei famosi! Eh no! No! Tv pubblica del dolore! Vergogna! Strumentalizzazione! Audience!

Addirittura gli "indignados" del caso hanno raccolto una cosa tipo 90000 firme per impedire la trasmissione. Trasmissione che nessuno di loro aveva visto ancora eh. Notate bene. Così, sulla (s)fiducia. Allora. La trasmissione a parer mio non ha nulla a che vedere con tutto ciò. E io sono attenta al genere, perché, come detto, piuttosto che farmi prendere dal godimento di vedere chi sta messo peggio di me, mi giro dall’altra parte. Ovvio, ci sono i vip (diciamo) che zappano la terra. Ma il focus non è sul tema :”oh va Albano che zappa” (verbo, non sostantivo). Anche perché probabilmente Albano lo fa pure a casa sua. Io quello che ho percepito dai partecipanti è: boia, non me lo aspettavo. Ne senti parlare ma se lo vivi è un'altra cosa. Non ce lo scordiamo. Non sono cose intangibili. Son cose che accadono. E possono accadere. Ovunque. A cosa serve il vip? A fartela guardare la trasmissione, senza annoiare le persone insensibili come me. Lo spiega molto bene la Candida di cui sopra nella lettera di cui sopra, che ho trovato molto puntuale e che spiega adeguatamente ciò che IO ho visto e sentito (http://pernientecandida.corriere.it/2013/12/04/perche-faccio-mission-il-piu-criticato-programma-tv/). Lo spiega meglio di me, di certo.

Tutto questo lungo preambolo è funzionale a quello che, anche se non sembra, è il fulcro del post. Ovvero: ma sti 90000 o 98000 o quanti sono che firmano per indignarsi di qualcosa che non hanno mai visto.. ma tutta sta gente… ma perché ha il diritto di voto?? No perché io non reggo più, più, più chi parla solo di ciò che non conosce. Cioè il 99% della popolazione. Il problema è che ormai non si limitano a parlare, i geni dell’opinione che l’opinione se la fanno sul nulla o che più spesso adottano opinioni altrui a scatola chiusa. Ora agiscono pure. Infestano la rete, infestano i giornali, raccolgono firme. E si spacciano anche per informati. Certo, sono informatissimi perchè leggono su internet cose scritte da altri, che a loro volta parlano di cose che non sanno. E il circolo è  molto vizioso, ma non nel senso buono del termine vizioso, che mi piace anche solo pronunciare. Loro, gli opinionisti dell'ignoto, ti spiegano tutto. Magari aggiungendo delle cifre che sa dio come potrebbero aver verificato. Ma perchè verificare poi.. E raccolgono le firme. Per non far trasmettere qualcosa che non hanno mai visto. O per  far passare leggi contro la sperimentazione animale. O per far applicare metodi terapeutici che non si sa se son terapeutici. E votano. Votano pure.

Carissimi opinionisti dell'assenza di contenuti, vi ci manderei a voi nei campi profughi. No, non per aiutare. Per contenervi lì. Tipo per sempre.

W la fratellanza, comunque.  

 

Cretina

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Scritto da Cretina

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