Medaglia d'oro per il primo pAsto.

Pubblicato il 7 Gennaio 2014

Sembra ieri che ci si preparava all'inizio delle vacanze di Natale. Invece era già l’anno scorso.

Quando si è olimpionici di ingurgitate festive, l’allenamento diventa parte integrante del quotidiano. La dilatazione dello stomaco richiede tempistiche lente, altrimenti si rischia il malessere e noi atleti non vogliamo essere schiavi delle lobby del digestivo. Si inizia già mesi prima, che poi non c’è tempo e devi vedere tutti e comprare i regali (prima cena di Natale attorno al 10 ottobre, per sicurezza) e sappiamo bene come funziona il programma d’allenamento: pian piano vanno aggiunti alimenti al pasto normale, quello di otto portate. Un torroncino, dopo pranzo; un bicchiere di prosecco, prima di pranzo; un hamburger, a metà pranzo, per intervallare il primo e il secondo (il sorbetto va bene d’estate, d’inverno ci vogliono le calorie). Poi si passa all'allenamento più serio. Cene coi colleghi, cene coi compagni di scuola, cene con gli amici del liceo, dell’università e del circolo pensionati. La scusa è sempre quella di farsi gli auguri, sai mai che un meteorite ti colpisca il 25 o il 31 dicembre, e si usa perché gli altri partecipanti al torneo non scoprano i tuoi trucchi. Ma è evidente che sia una balla, perchè poi gli auguri te li rifanno tutti dopo due giorni con sms, video (grande novità di quest’anno) e telefonate. E quindi, perchè vedersi se non per la preparazione atletica? Intanto lui, lo stomaco, si dilata. Si dilata. Si dilata.

Poi c’è l’ultimo brindisi al lavoro prima delle feste. Che si ripete per tutta la seconda metà di dicembre, tutti i giorni, perché ieri non c’era Tizio, Caio preferisce il panettone, allora oggi pandoro e domani panettone. “E Sempronio?” “E’ ai caraibi (non c’è mai quello).” “Allora un brindisi a Sempronio! Taglio una fetta del tartufone, che è il suo preferito”.

E lui si dilata. Si dilata.

Mica è finita. Almeno uno o due compleanni di amici cadono a Dicembre. Non si possono ignorare, poveretti, che già son sfortunati perché nati a ridosso delle feste. Quindi, in uno stesso giorno: pranzo di natale e cena di compleanno.

E si dilata. Si dilata. Si dilata.

Finalmente, arriva il giorno della gara. Per alcuni è il 24, di sera; per altri, come me (noi purissima gente del nord, coi genitori o i nonni del sud) il 25, a pranzo. Come l’inno prima della partita, tutti a ripetere il mantra: “ah io non ce la faccio più, non tocco cibo. Sto male”. Però poi.. se qualcuno ha cucinato tutto il giorno vuoi dargli un dolore? Che fai non gareggi? Butti all’aria mesi di allenamento?

E allora giù con gli antipasti, i primi, l’hamburger-sorbetto, i secondi, la frutta (sempre zuccheri sono), il dolce, il panetùn (che non è il dolce, è una pietanza a sé) col mascarpone (che lava via il grasso terribile dei canditi), l’amaro, la grappa, il caffè (ma col dolcificante eh), il torrone, il mandorlato, la carta dei regali (evidente che qualcuno la mangia perché li apri e subito scompare). “Basta, scoppio, non ce la faccio più. Metto su solo un brodino per stasera. -Eh ma son rimasti dei tortellini, vabe’ li finiamo. Li butto tutti?-Si. Tutti e diecimila. -Io magari metto la panna che il brodo mi viene su da oggi. Meglio variare. -Faccio l’insalata? Così è leggera. -Ma la cellulosa non la digeriamo.. -allora ci metto dei cubetti di pancetta così siamo più sicuri”.

……………..BBBBBBLAAAAAMMMMMMM!!!

Campioni del mondoooo!! campioni del mondooooooo!!! Vincitori anche quest’anno! Abbiamo superato il Natale. Tantissimi sacrifici, tantissimi avanzi, tantissimi soldi spesi in cibo. Ma la soddisfazione è immensa. C’è stato tutto! Neppure una briciola sprecata.

Solo che in un attimo tutto svanisce. Come, è già finito? Già passato il Natale? Santo Stefano, il capodanno, le lenticchie e lo zampone. E’ arrivata pure la vecchia che tutte le feste porta via, ‘sta inacidita con le scarpe tutte rotte. E compratele delle scarpe che iniziano pure i saldi il 5 gennaio!

Ormai però il danno è fatto. Lo stomaco ha raggiunto le dimensioni dello Zeppelin (il dirigibile, non la suppostina).

Allora, io dico, inutile piangere perché a breve c’è la prova costume. Sfruttiamo la situazione! C’è spazio, facciamoci stare tutto, come nelle case del catalogo ikea. Il fabbisogno energetico mondiale in 3 metri cubi. Io per esempio l’altro giorno ho fatto il pranzo perfetto. Risotto, due piatti, cotolette, circa quindici, budino, cioccolatini col mou, caffè, sei litri di prosecco. Ah si, c’era l’antipasto: zampone e lenticchie (antipasto ho detto, notare bene). Risultato? Perfetta. Dopo due ore ho ricenato. In quelle due ore ci ho fatto stare dei torroncini, per smorzare l'appetito e non fare brutte figure a cena. Vedete forse delle lacrime di coccodrillo? Mi avete forse sentita dire non mangio più? No. Mai. Sono allenata e soddisfatta. Proprio vero che i sacrifici danno sempre frutti.

Ora vado. Che sono arrivati con l’argano per alzarmi dalla sedia. Mi scoccia farli aspettare.

Cretina

 

 

Scritto da Cretina

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