Singles bells

Pubblicato il 31 Gennaio 2014

Un quotidiano nazionale (o meglio la sua versione on line, che credo sia gestita dal direttore di Cioè) avvisa che a Milano il numero dei single è aumentato del 37% in dieci anni, arrivando alla percentuale attuale, considerata la sola città, è del 45%.

L’articolo non si interroga sull'amore, la solitudine, l'egocentrismo, la difficoltà nei rapporti, ma si concentra su un dato sconcertante: i single (o si scrive singles? tipo, si dice i gay o i gays? boh) spendono molto di più, pro-capite, rispetto alle famiglie. Ma tipo il doppio eh.

Innanzitutto, questo spiega dove siano finiti negli anni tutti i miei soldi. Non spiega però dove siano quelli che avrei dovuto risparmiare da non single, ma a questo penserò un’altra volta.

In secondo luogo, questa notizia apre una serie di interrogativi.

Punto primo: perché i singles (alterniamo, così sembrano errori di battitura) costano di più (a loro stessi, si intende)?

Mi son data un paio di spiegazioni:

1) E' una questione di vitto.

Il/La single milanese, quando va a fare la spesa, ci va di corsa, tra il lavoro e un impegno mondano. Non ha idea di cosa ha in casa. Perché a casa non c’è mai e non cucina mai e non si ricorda qual è l’armadietto delle provviste, quindi anche volendo non può controllare. Al supermercato perciò compra cose a caso, possibilmente tutto ciò che ha un etichetta che sta bene coi suoi mobili di design. Il supermercato di elezione è ovviamente il più caro della zona, ma è sotto casa e ha un look accattivante. Arrivato a casa, ha una decina di minuti per riempire il frigo, poi deve uscire. La prossima volta che vedrà quella spesa sarà quando sarà malato, in casa e dovrà cucinarsi qualcosa. Allora riaprirà il frigo, ma sarà tutto scaduto. "Vabe’-penserà- qualche euro buttato via. Magari appena sto meglio torno al supermercato, intanto cià che chiamo il take away a domicilio..". E son soldi.

2) E' un problema di spese extra.

Il/La single milanese esce. Esce perché si annoia, esce per motivi di affari, esce perché alla fine non vorrebbe essere single ed è più probabile incontrare uno degli altri single-scopo-tenera-amicizia fuori piuttosto che dentro casa. O meglio in casa ce n’è un altro. Ma è il coinquilino ed è improponibile. A Milano vale una sola regola: se esci, spendi. Se esci a Milano, spendi molto.

Una stima realistica delle spese del single milanese che esce a Milano, che chiameremo ora innanzi il SMCEM (l’ordine delle lettere può essere invertito) è questa:

-Biglietto del tram/benzina dell’auto/taxi: la prima opzione è ridicola, i single non prendono i mezzi. Il secondo caso richiede l’aggiunta del costo della multa per il lavaggio strade, che il SMCEM non hai mai capito se dalle 00 di giovedì vuol dire giovedì, mercoledì o venerdì; il terzo caso, altamente probabile, incide al pari delle spese di una famiglia di 4 persone che si deve sfamare per tutto il week end.

-Aperitivo: son minimo 7 euro (quelli a 6 euro li fanno gli universitari sbarbati) e non c’è un massimo, dipende da quanto bevi.

-Cena (no l’aperitivo non sostituiva la cena): minimo 35 euro. Ma come? Anche in pizzeria? Certo, se vuoi risparmiare vai in pizzeria, pezzente, da cui il minimo 35 euro, se no si viaggia su cifre ben più alte. E sì, dopo hai ancora fame.

-Drink dopo cena (vedi sopra).

-Cinema (multisala, prevendita, dopovendita, caramelle, cocacola a prezzo maggiorato, popcorn,3D): 30 euro, almeno.

-Drink dopo cinema (vedi sopra e inizia a moltiplicare il tutto x3, vista compresa).

-Taxi per la discoteca (sei al terzo giro di bar, vorrai mica guidare? E comunque no, Pisapia non ha allungato l’orario dei mezzi).

-Discoteca: se va bene gratis, perché il guardiano dei cessi non lo ha fatto entrare, se va male son almeno 20 euro.

-Bar della discoteca: nessun free drink compreso, no musica ballabile, no traccia dell’altro single per cui il SMCEM è uscito, l’unica è bere.

-Ticket del pronto soccorso: non era il caso di bere così tanto, la rissa è dietro l’angolo. E no, il corso di maglia per manager stressati non ha potenziato i tuoi bicipiti come speravi, caro SMCEM.

-Fabbro: chissà dove son finite le chiavi di casa…

Ecco. Fate voi i conti.

Punto secondo: è forse suddetto articolo un incitamento ai matrimoni d’interesse? Secondo me si.

E secondo me mi han convinto.

Cretina

#cretina #2cretini

 

Scritto da Cretina

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