When in Rome do as the romans do

Pubblicato il 17 Gennaio 2014

Ho già introdotto il tema degli “italiani all'estero” .
Ma non vi ho detto tutto.
La prima volta vi avevo parlato di me, italiana all’estero per pochi mesi
(http://cretinaecretino.over-blog.com/2014/01/should-i-stay-or-should-i-go.html), oggi invece vorrei raccontarvi degli altri. Amici e non, all’estero.
La prima che è migrata oltreoceano è stata la mia amica C, diversi anni fa.
La mia amica C ha vissuto appieno il tempo che aveva a disposizione e anche un po’ il tempo che non aveva a disposizione. In pratica dopo la scadenza del visto ha fatto l’immigrata clandestina. Vuoi farti sfuggire un’occasione così? giammai. Tutta esperienza. Purtroppo non ho grandi dettagli sulla cosa, perché se ne parla sempre un po’ sottovoce. E tra l’altro nego qui che sia mai successo tutto ciò, cara polizia postale. So solo che l’amica C dormiva in biblioteca e girava terrorizzata dall’idea di potersi fare male perché senza assicurazione sanitaria e documenti in regola sarebbe probabilmente morta. Nel frattempo, per cautela, pare prendesse lezioni di kung fu sui tetti. Il che non mi sembra molto furbo se non ti vuoi far male, ma vabe’. Dell’amica C all’estero (come in Italia) potrei parlare per ore. Perciò per ora mi fermo.
La mia amica G vive all’estero ormai da un anno e mezzo, forse due. E continua a fare la spesa all’ Esselunga. Ha creato un suo personale sistema per sfruttare il servizio a domicilio. In pratica usa gli amici che la vanno a trovare come corrieri della droga. Solo che la droga sono gli ovetti di cioccolato, i biscotti, forme intere di formaggio, i pinoli (uber alles), la pasta.
Del resto è bene, anche all’estero, mantenere salde le radici. Però forse.. mi chiedo.. ci sono dei supermercati anche lì..
L’altra amica G vive all’estero, ma molto vicino. Oltre confine. In un paese neutrale. Quando è in Italia cerca di pagare in franchi e quando è là cerca di pagare in lire. Neppure in euro. Credo sia perché lavora 369 giorni all’anno, il che la manda in confusione. I suoi datori di lavoro, mostrando incredibile sensibilità, le hanno consigliato di fare più vacanze. Perchè se muore mentre è lì non vogliono casini.
Anche L e R si sono trasferiti in quel paese neutrale. R sta prendendo tutte le patenti del mondo. E sta facendo tutti i lavori del mondo, possibilmente stagionali. L sta facendo il suo lavoro tutto l’anno e ha solo una patente. Sono una coppia perfettamente complementare.
C’è poi un capitolo speciale degli italiani all’estero: i veronesi a milano.
"There is no world without Verona walls, But purgatory, torture, hell itself", diceva Shakespeare. I veronesi l’hanno preso alla lettera e quando vivono in un’altra città italiana pensano di essere all’estero. Loro sì si impegnano per evidenziare tutti i cliché. Si frequentano solo tra di loro, bevono solo valpolicella e accompagnano ogni piatto con la pearà. In particolare i Veronesi a Milano stanno qui perché devono, ma odiano Milano. Non si capisce su che base la odino perché l’hanno vista solo nei trasferimenti tra casa loro e casa dell’altro amico veronese. Bene che vada sono stati in un locale. Quello dove vanno i veronesi.
Io, da Veronese, Milano invece la amo. Il perché però ve lo racconto la prossima volta.

Cretina

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Scritto da Cretina

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